È noto che una parte non esigua della letteratura latina di età tardoantica è legata al gusto per l’esercizio poetico virtuosistico e disimpegnato. In queste caratteristiche rientra il Technopaegnion di Ausonio (IV sec. d.C.): il poeta in questo suo Scherzo d’arte presenta una serie di componimenti esametrici - di argomento disparato - in cui ogni verso è chiuso da parola monosillabica. Il testo ci è pervenuto ricco di significative varianti: per molte di queste si può ragionevolmente ipotizzare che derivino da rielaborazione dell’autore stesso.
Bibliografia - concordanza - introduzione - testo - commento - indici.
Carlo Di Giovine, allievo di Scevola Mariotti, ha insegnato Lingua e letteratura latina presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Basilicata. Si è occupato principalmente di poesia latina, con numerosi contributi su Lucrezio, Ovidio, Marziale, Ausonio. Ha pubblicato l’edizione critica con commento di carmi dell’Anthologia Latina (Flori carmina, Bologna 1988) e del Technopaegnion di Ausonio. Alle opere ovidiane dal Ponto ha dedicato numerosi studi e un intero saggio (Metafore e lessico della relegazione. Studio sulle opere ovidiane dal Ponto, Roma 2020).
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